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M-200
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Lmwca'mwcqM-200 mwcgMestmwcw' è stato un sommergibile della Classe Maljutka, serie XV, della mwdqVoenno-morskoj flot, operante nel corso della mwdgseconda guerra mondiale.cite-ref-ar-2-0[2]

Contents

Storia
Note
Fonti

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Storia

Il sommergibile mwfgM-200 fu impostato presso lo stabilimento N. 196 a mwfwLeningrado il 31 marzo 1940, e venne mwgavarato il 17 luglio 1941.cite-ref-p1p276-3-0[3] L'imbarcazione venne trasferita lungo le rotte fluviali interne dell'mwhqUnione Sovietica presso la mwhgfabbrica n. 638 ad mwhwAstrachan', dove fu completato, entrando in servizio il 20 marzo 1943.cite-ref-aw-4-0[4] Il 29 marzo l'unità entrò a far parte della flottiglia del mwjaMar Caspio.cite-ref-p1p276-3-1[3] Con una risoluzione del GKO in data 22 aprile 1943, fu deciso di trasferire 6 sottomarini dal Mar Caspio al mwkqMar Glaciale Artico, e tra questi vi era lmwkg'mwkwM-200.cite-ref-p1p128-5-0[5] Il 23 aprile lmwma'mwmqM-200 partì da Astrachan' arrivando a mwmgGor'kij il 1º maggio al comando dell'mwmwingegnere-mwnacapitano di primo grado N.V. Alekseev.cite-ref-aw-4-1[4] A Gor'kij lmwoq'mwogM-200 insieme al gemello mwowM-201 fu utilizzato come pontile galleggiante.cite-ref-aw-4-2[4] Il 15 maggio le unità iniziarono a trasferirsi a mwqaMolotovsk, dove arrivarono il 28 maggio.cite-ref-p1p117-6-0[6] Il 28 maggio 1943 lmwrq'mwrgM-200 entrò a far parte della mwrwFlotta del Nord, e il 2 giugno ne divenne comandante il capitano-tenente Pavel Semenovič Šmatov. Il 18 giugno 1943 per ordine del Commissario del popolo della Marina lmwsa'mwsqM-200 ricevette il nome di Месть (mwsgMestmwsw', Vendetta).cite-ref-aw-4-3[4] Il 12 settembre 1943 il capitano di terzo grado Vasilij Andrianovič Turaev fu nominato comandante dellmwua'mwuqM-200 che il 19 ottobre arrivò a Poljarnoe e già nel dicembre 1943 fece la sua prima missione militare, che non portò risultati.cite-ref-ar-2-1[2] Sotto il comando di Turaev il mwvgМесть effettuò altre due missioni senza esito.cite-ref-ar-2-2[2] Il 12 marzo 1944 il tenente comandante Vladimir L'vovič Glazkov fu nominato comandante dellmwww'mwxaM-200 con cui effettuò altre due missioni belliche infruttuose.cite-ref-ar-2-3[2] L'11 luglio 1944 il mwyqMestmwyg' prese nuovamente posizione nell'area del mwywfiordo di Pers, dove il 15 luglio lanciò due mwzasiluri contro un convoglio nemico, apparentemente senza esito.cite-ref-ar-2-4[2]

Al ritorno dalla missione lmwag'mwawM-200 iniziò a prepararsi per il trasferimento nel mwbaMar Baltico, e due mesi dopo fu inviato a Leningrado, via mwbqcanale Stalin.cite-ref-p1p276-3-2[3] Lmwcg'mwcwM-200 rientrò in servizio nella mwdaFlotta del Baltico dopo la fine della guerra, nel 1948.cite-ref-p1p276-3-3[3] In forza alla 157ª Brigata sommergibili il 21 novembre 1956 il sommergibile eseguiva una missione per la prova dal mweqcampo magnetico, al termine della quale doveva incontrarsi con il mwegcacciatorpediniere mwewStatnyjСтатный.cite-ref-aw-4-4[4] Durante il passaggio da mwgaPaldiski a mwgqLiepāja verso le 19:45 dal sommergibile, allora al comando del capitano di secondo grado Jurij Pavlovič Štikov, che aveva sostituito Aleksandr Spiridonovič Šumanin sceso all'interno per la cena, venne avvistato il cacciatorpediniere.cite-ref-aw-4-5[4] Alle 19:53, mentre tentava di prendere posizione accanto al cacciatorpediniere, il sommergibile tagliò la mwhgprua del cacciatorpediniere, che colpì lmwhw'mwiaM-200 sul lato di dritta a poppa.cite-ref-ar-2-5[2] I due compartimenti di mwjqpoppa si allagarono uccidendo i sei uomini lì di stanza.cite-ref-aw-4-6[4] Otto uomini riuscirono a lasciare il battello nei sei o otto minuti prima che lmwkg'mwkwM-200 affondasse, ma due di loro morirono annegati prima che poter essere salvati.cite-ref-ar-2-6[2] Ventotto sopravvissuti rimasero intrappolati negli scompartimenti uno, tre e quattro del sottomarino affondato.cite-ref-aw-4-7[4]

La mwnqboa di emergenza del sottomarino fu localizzata alle 21:05 e vennero stabilite comunicazioni con i restanti sopravvissuti nel compartimento uno, la sala siluri di prua.cite-ref-aw-4-8[4] Gli uomini negli scompartimenti tre e quattro erano già morti.cite-ref-aw-4-9[4] Le unità di soccorso iniziarono ad arrivare rapidamente sul luogo dell'incidente, ma non furono in grado di fornire aria ai sopravvissuti.cite-ref-aw-4-10[4] Alle 04:00 del mattino successivo, il 22 novembre, gli uomini del sommergibile erano pronti a usare le loro attrezzature di salvataggio per lasciare il mwqgrelitto, ma ricevettero l'ordine di rimanere a bordo, mentre in superficie alti ufficiali elaboravano piani per sollevare l'unità con una gru galleggiante.cite-ref-aw-4-11[4] Numerose riunioni occuparono questi ufficiali fino alle 18:00 circa di quella sera, quando iniziò effettivamente il tentativo di salvataggio.cite-ref-aw-4-12[4] A causa del peggioramento delle condizioni meteorologiche le navi di soccorso iniziarono a tirare a bordo l'mwswancora e il cavo telefonico del relitto affondato si sprezzò, e il tentativo fu abbandonato.cite-ref-aw-4-13[4] Alle 03:47 del mattino successivo, il 23 novembre, i sommozzatori localizzarono il relitto e scoprirono che la sera precedente, dopo che la linea telefonica si era interrotta e le comunicazioni erano cessate, i sopravvissuti avevano deciso di disobbedire agli ordini e abbandonare il battello da soli.cite-ref-aw-4-14[4] Il primo uomo ad usare il portello di fuga, colpito da un infarto, era deceduto nel tentativo, bloccandolo definitivamente.cite-ref-aw-4-15[4] Tutti i marinai a bordo erano morti.cite-ref-aw-4-16[4] Il mwxaMestmwxq' fu recuperato sei giorni dopo dalla nave recupero mwxgmwxwKommuna e rimorchiato a mwyaTallinn.cite-ref-aw-4-17[4] Le salme dei marinai vennero successivamente tumulate nel cimitero della mwzqcittà.cite-ref-aw-4-18[4]

L'ufficio del procuratore militare avviò un procedimento penale sul naufragio del sommergibile mw0wM-200.cite-ref-aw-4-19[4] Il mw2aprocesso si tenne a Tallinn, con i comandanti di entrambe le navi giudicati colpevoli. Il comandante dell'M-200, il tenente comandante A. Šumanin, è stato condannato a 6 anni di mw2qcarcere, il comandante del cacciatorpediniere capitano di terzo grado Ju. Savčuk a tre anni di carcere (successivamente, dopo un'ulteriore indagine, egli venne assolto).cite-ref-aw-4-20[4]

Note

Annotazioni

Fonti

cite-note-p1p278-11. mw6amw6qPolmar, Noot 1991,mw6g p. 278.
cite-note-ar-22. mw-gmw-wU-Boat.
cite-note-p1p276-33. mwaqumwaqyPolmar, Noot 1991,mwaqc p. 276.
cite-note-aw-44. mwatmmwatqWoodsman.
cite-note-p1p128-55. mwatgmwatkPolmar, Noot 1991,mwato p. 128.
cite-note-p1p117-66. mwat4mwat8Polmar, Noot 1991,mwaua p. 117.

Bibliografia

• citerefbudzbon-1989(EN) Przemyslaw Budzbon, Soviet Navy at War 1941-1945, London, Arms and Armour Press, 1989.
• citerefpolmar-noot-1991(EN) Norman Polmar e Jurrien Noot, Submarine and the Russain and Soviet Navies, 1718-1990, Annapolis, Naval Institute Press, 1991, ISBN 0-85368-606-8.

Pubblicazioni

• citerefmaggi-2023Roberto Maggi, La nave salvataggio "Kommuna" della Marina Russa, in Storia Militare, n. 353, Parma, Edizioni Storia Militare, febbraio 2023, pp. 13-23, ISSN 1122-5289.

Collegamenti esterni

• citerefar(EN) M-200, su U-Boat. URL consultato il 5 marzo 2020.
• citerefaw(EN) Экипажу подводной лодки М-200 "Месть" посвящается..., su Woodsman. URL consultato il 2 febbraio 2023.